Campi Flegrei: scosse superficiali e bradisismo, una combinazione che fa paura
Il 30 giugno 2025, alle ore 12:47, un sisma di magnitudo 4.6 ha colpito l’area dei Campi Flegrei, con epicentro localizzato a Bacoli (NA). Si è trattato dell’evento più energetico degli ultimi decenni in questa zona, fortemente avvertito dalla popolazione non solo nei comuni flegrei, ma anche in molte aree di Napoli e dell’hinterland.
L’evento, come mostrano i dati analizzati tramite la Dashboard Tellus, si inserisce in un contesto di crescente attività sismica e bradisismica che da mesi interessa l’area flegrea. L'immagine qui sotto rappresenta la distribuzione spaziale degli epicentri registrati tra il primo luglio 2024 e l'11 settembre 2025. Gli ultimi terremoti più importanti sono avvenuti il 18 luglio, 26 luglio, 1 settembre tutti di magnitudo 4.0

Mappa interattiva Dashboard Tellus
Perché i terremoti ai Campi Flegrei sono così superficiali?
L’aspetto più caratteristico e scientificamente rilevante di questi eventi è la loro profondità molto ridotta, nella maggior parte dei casi tra i 2 e i 3 km, a volte persino meno. Questo parametro è fondamentale per comprendere l’elevato grado di percezione da parte della popolazione.
In geofisica, un terremoto superficiale (cioè con ipocentro a meno di 10 km di profondità) genera onde sismiche che impiegano poco tempo a raggiungere la superficie, con minor dispersione dell’energia. Questo si traduce in forti scuotimenti anche per terremoti di moderata magnitudo. È il motivo per cui un evento M 3.5 o M 4.6, se accade a 2 km di profondità sotto una zona urbana, può generare panico, danni lievi e persino interruzioni di servizi, mentre lo stesso evento a 30 km di profondità spesso passa inosservato.
Nel caso dei Campi Flegrei, la natura vulcanica dell’area agisce come un “coperchio fragile”, un sistema di faglie superficiali innescate dalla risalita di fluidi e gas magmatici che accumulano pressione nel sottosuolo. Il sollevamento del suolo (bradisismo) ne è una diretta conseguenza e spesso anticipa o accompagna questi fenomeni.
Un sistema che permette di analizzare e prevenire
La dashboard Tellus, sviluppata da IARESP e grazie ai dati rilevati dalla rete sismica dell'INGV, consente oggi di filtrare e analizzare in tempo reale gli eventi sismici, selezionandoli per magnitudo, profondità e area geografica, fornendo un supporto fondamentale per la ricerca e la divulgazione. È uno strumento pensato per i cittadini, i ricercatori e le amministrazioni, che rende trasparente e accessibile l’osservazione scientifica del territorio.
I dati e le mappe dimostrano come l’attività sismica flegrea non sia casuale, ma segua pattern coerenti nel tempo e nello spazio, con epicentri concentrati tra il Golfo di Pozzuoli, la Solfatara e l’area occidentale di Napoli. Eventi di magnitudo significativa stanno diventando più frequenti, e comprendere la natura superficiale di questi terremoti è il primo passo per valutare il rischio e prepararsi in modo adeguato.
Analisi degli ultimi 90 giorni
Nei successivi grafici sono riportati i dati dei terremoti giornalieri degli ultimi 90 giorni con magnitudo logaritmica giornaliera (tot. energia/giorno) e la profondità media giornaliera dei terremoti.
Tutti i terremoti pubblicati nella lista Tellus oggi dispongono di grafici interattivi per meglio valutare e comprendere la storia sismica recente dell'area interessata.
I grafici relativi al terremoto di M 4.6 sono consultabili cliccando QUI

Di seguito diamo uno sguardo ai terremoti uguali e maggiori di magnitudo 3.0 registrati dal primo luglio 2024
